Autore:

Giovanni Battista Crosato

Titolo:

Il ritrovamento di Mosè

Anno:

1733 (?)

Materia e tecnica:

Inventario:

658/D

Descrizione Opera

olio su tela cm 72,5x108,5 Acquisto 1968

Il dipinto mette in scena il racconto del ritrovamento di Mosè tra le acque del Nilo. La materia cromatica e le figure colte in primo piano nell'espressione della sorpresa, secondo una distribuzione che ricorda una rappresentazione teatrale, invitano al confronto con gli affreschi della Palazzina di Caccia di Stupinigi e indirizzano l'attribuzione verso la figura di Giovanni Battista Crosato. Allievo del Tiepolo, dal quale deriva la padronanza e l'uso espressivo del colore, Crosato giunse a Torino per provvedere agli scenari del Teatro Regio per la stagione del 1730-1731. Fu coinvolto da Juvarra nella decorazione delle residenze sabaude distinguendosi soprattutto per il «Sacrificio di Ifigenia», la decorazione del soffitto dell'anticamera della regina nella Palazzina di caccia di Stupinigi. In accordo con gli affreschi è l'uso dei colori, verdi e azzurri, esaltati dai rossi bruciati, e delle luminosità, nel contrasto con le ampie zone di penombra. Il richiamo del «Ritrovamento di Mosè» alla messa in scena teatrale è evidente nella scelta dell'abbigliamento, con bustini, perle, pizzi, inamidature e acconciature derivate da un bizzarro esotismo. Il soggetto del Mosè è un tema ricorrente, già in passato scelto da Francesco Cairo, nel 1646, per sostenere l'immagine di Cristina di Francia (1606-1663), prima «madama reale» e sposa di Vittorio Amedeo I (1587-1637), come figura tutelare delle nuove generazioni della dinastia.

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